Descrizione
Storia
E’ verosimile che il nome Falanghina abbia origine dal latino phalanx -angis, nel suo significato militare.
A noi piace pensare, però, alle ossa delle dita della mano, che si susseguono in maniera ordinata e utile come i soldati nella falange, appunto.
E, di pensiero in pensiero, alle mani di chi si prende cura di questo vitigno antico o a quelle di chi ne assaporerà il vino: alle storie quelle mani saprebbero raccontare.
Geografia
La zona di produzione coincide con l’intera regione Campania, ma la Falanghina si coltiva con ottimi risultati non solo in Irpinia, ma anche nel Sannio o nei Campi Flegrei e nel casertano. E’ un vino, dunque, che rappresenta una regione, la Campania, in un senso diverso e geograficamente più ampio del Taurasi, del Greco di Tufo e del Fiano di Avellino, per dire solo dei DOCG.
Si tratta di territori geomorfologicamente complessi e variegati, ma tutti hanno un denominatore comune nell’origine vulcanica, a cui la mineralità delle produzioni campane deve molto.
Sensi
I grappoli sono di dimensioni grandi come gli acini, di un giallo che declina in riflessi verdognoli.
Il risultato è un vino di un giallo paglierino lucente, armonico ed equilibrato, elegante negli aromi.
Si esalta negli aperitivi o nei primi piatti di pesce o pietanze a base di crostacei, ma si trova a suo agio tra zuppe e minestre di legumi o formaggi a pasta molle.
Disciplinare
Il disciplinare della Falanghina Campania ne consente il taglio con vini da uve bianche non aromatiche, anche campane e prodotte negli stessi luoghi di produzione della Falanghina. Rimane, certo, il limite del 15% all’apporto di questi vini.
Il tenore zuccherino e la carica acidula dell’uva ne permettono la vinificazione in passito dolce, in bianco da vendemmia tardiva e in spumante.
La Falanghina Campania IGT di Le Otto Terre
Alma è Falanghina in purezza (100%). Scarica la brochure per saperne di più.






Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.